Grottesco, molto coraggioso, per tanti versi audace,
ma soprattutto è interessante Il
ventaglio in scena al Tieffe
fino al 18 novembre. Una produzione dal piglio diverso
che incuriosisce e nella sua singolarità trova il principale motivo della sua
qualità; e che proprio per il suo modo fresco e cinico di rappresentare la
decadenza della società stagnante ritratta da Goldoni nel suo Il ventaglio ha
ottenuto il premio Sipario,
consegnato alla prima dallo storico Arlecchino del Piccolo Ferruccio Soleri.
È un Ventaglio che evidenzia quanto siano attuali
ancora oggi quegli stessi problemi sociali che nel Settecento avevano colpito
la lucida fantasia del drammaturgo veneziano. Firmato da una compagnia di tutti
giovani, in un tempo in cui in Italia i giovani sono la parte della società più
dimenticata e trascurata, per la regia di un positivamente ardito Alberto Oliva. Non si fa
spaventare dalla tradizione, né dal peso del nome di Goldoni e trova un linguaggio
nuovo, la sua cifra stilistica, in trovate che non mancano di andare a segno
come gli inserti musicali brechtiani, la scena baccanale con cui si apre il
secondo atto e il gioco delle parrucche che cadono e si ritrovano, a
sottolineare lo scompiglio e la girandola delle passioni provocati in una
cittadina della provincia italiana da un oggetto insulso e insignificante come
un ventaglio.
Una chicca.
TEATRO MENOTTI
dall’8 al 18 novembre 2012
Il Contato/Teatro Giacosa di Ivrea
IL VENTAGLIO
di Carlo Goldoni
con Mino Manni e con Raffaele Berardi, Stefano
Cordella, Paolo Giangrasso, Desirée Giorgetti, Alessandro Lussiana, Federico
Manfredi, Francesco Meola, Davide Palla, Valeria Perdonò, Federica Sandrini,
Cinzia Spanò